
La qualità del vino è il primo criterio di scelta di una bottiglia oppure no? Certamente, ma attenzione al secondo: nelle scelte di acquisto entra molto anche la presenza, sulle etichette, degli stemmi e delle corone. A parità di merito, vince chi esibisce storia e tradizione.
Una ricerca condotta su un campione di 500 individui tra i 20 e i 60 anni, in collaborazione con un pool di psicologi coordinati dalla dottoressa padovana Serenella Salomoni, ha rilevato che gli acquirenti di un vino al supermercato sono attratti nel 26% dei casi dallo stemma sulle bottiglie. Poi si guarda al nome (22%), al luogo di provenienza (17%). Segue poi l’appeal di altri contenuti presenti sull’etichetta davanti e dietro (14%). La forma della bottiglia invece interessa solo all’11% dei consumatori.
Tra le etichette preferite ci sono quelle con lo stemma e magari anche un profilo o schizzo del castello, come per i Borgogna o per esempio il Barolo Francia Giacomo Conterno, gioiello delle Langhe piemontesi. Lo scudo araldico con corona appassiona molti acquirenti. Un esempio di questi è l’etichetta dell’ Amarone classico Calcarole di Guerrieri Rizzardi, prodotto strapremiato dell’antica famiglia vicentina.
Oro, rosso e leoni popolano le etichette di alcune produzioni del Sud, per esempio della nobile azienda siciliana Tasca d’Almerita, nota per i dettagli in rosso e oro, il leone coronato e baciato dal sole. E come dimenticare le aquile che spiccano sui vini di montagna? Un grande stemma con rapace bicipite troneggia sulle etichette della cantina dei discendenti del sommo poeta Dante, i Serego Alighieri Vaio, oggi controllata da Masi, l’inventore dell’Amarone.

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