
Si è chiusa una settimana molto importante, la prima di vera ripartenza nell’anno 2025, quello delle 3 T: Treasury, Trump e Tecnologia, secondo alcuni. Mentre per altri bisogna sostituire il nome del Presidente Usa con la voce Tasse, che saranno in rialzo ovunque. I grandi investitori istituzionali hanno deciso in questi giorni le loro mosse, le prime indiscrezioni stanno già influenzando l’andamento dei mercati, insieme ai dati sull’occupazione americana. Perché a proposito di lavoro già polemica guardando a quello nelle grandi banche. Nei prossimi 3-5 anni con il diffondersi dell’intelligenza artificiale e il suo utilizzo per svolgere compiti attualmente in capo a dipendenti e operatori, le banche potrebbero tagliare fino a 200 mila posti e mostrare profitti migliori. Secondo Bloomberg, il taglio riguarderà il 3% dei posti di lavoro.
La Bce mette in guardia su altri rischi di brusca correzione legati alle valutazioni delle azioni Usa, in particolare le sette che da sole valgono oltre un terzo dell’indice S&P 500: Alphabet-Google, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla. Ma noi ci domandiamo anche quali sono i rischi legati alle maggiori società europee, se la guerra Ucraina -Russia non finirà di incidere sulla finanza comunitaria. Per chi ama la prudenza, ecco i migliori Etf Europei del 2024 hanno sovra-performato l’S&P 500: si tratta del JPMorgan’s US Research Enhanced Index Equity Etf (con il +30,3%) e l’Invesco Quantitative Strategies ESG Global Equity Multi-Factor Etf (+29,9%).
Passando alle materie prime, il petrolio brent si porta sui massimi da ottobre scorso. Cambia l’umore degli investitori, si attendevano discese di prezzo a causa della debolezza dell’economia cinese. Ma ora c’è una nuova prospettiva, se sarà varata cosiddetta economia “drill drill drill” annunciata da Donald Trump. Il rialzo secondo le analisi di Jp Morgan è dovuto a: l’arrivo del freddo, l’inasprimento delle sanzioni alla Russia, le basse scorte di petrolio a livello mondiale. In Usa le scorte nel più grande hub di stoccaggio in Oklahoma, sono scese al livello del 2014. Donald Trump ha deciso di riaprire i rubinetti nazionali e inoltre ha promesso dazi su tutte le importazioni canadesi, incluso il greggio.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.